Numero 0 di Lettere di Ortobiologia

INTERVITA AL PROF CLAUDIO ZORZI

Questo è il nostro numero zero e qui vi presentiamo l’iniziativa intervistando il Prof. Claudio Zorzi che ringraziamo di cuore per l’attenzione che ha rivolto verso questo progetto e per la cortesia che ci ha mostrato rispondendo ad alcune nostre domande.

Chi è il Prof Claudio Zorzi

Il Dott. Claudio Zorzi  dirige la Divisione di Ortopedia all’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar -Verona, dove ha introdotto alcune metodiche di Ortobiologia con tecniche chirurgiche e ricostruttive all’avanguardia.

È autore di numerose pubblicazioni a livello Nazionale ed Internazionale, coautore di libri e promotore ed organizzatore di varie iniziative, come congressi e corsi sulla chirurgia protesica, artroscopica e rigenerativa.

È inoltre socio onorario di diverse società di spicco nel campo dell’Ortopedia, anche a livello internazionale.

Intervista a Prof. Claudio Zorzi

1. Ortobiologia…è solo una parola o ha un posto specifico nel contesto della medicina rigenerativa?
L’Ortobiologia rappresenta un approccio terapeutico innovativo che si colloca all’intersezione tra ortopedia e medicina rigenerativa. L’Ortobiologia si pone infatti l’obiettivo di sviluppare nuove terapie per promuovere la riparazione dell’osso , cartilagine , legamenti, tendini e dei tessuti molli dell’apparato muscolo-scheletrico stimolando le risorse naturali dell’organismo per rigenerare i danni causati da traumi o da malattie, fornendo così delle soluzioni alternative ai tradizionali trattamenti.

2. Come si intuisce dal nome stesso, la collaborazione fra biologi e ortopedici è centrale. Può approfondire questo concetto?
Si tratta di un settore in cui è fondamentale l’esperienza e la competenza di entrambe le figure, attraverso un trasferimento di conoscenze dal Laboratorio di ricerca al reparto dell’Ospedale. I recenti progressi scientifici nel campo dei biomateriali, della biologia cellulare e dei fattori di crescita hanno infatti creato nuove ed uniche opportunità.

3. Si tratta di un approccio consolidato?
Esistono dati a supporto della sua efficacia, ma mancano ancora linee guida e protocolli definiti. Proprio perché è così strettamente connesso ai progressi della ricerca scientifica, è un settore in continua crescita.

4. Qual è il livello di consapevolezza in Italia relativamente all’ortobiologia? Ritiene che siano disponibili informazioni adeguate sul tema, per esempio su riviste e/o siti specifici?
No, in Italia manca attualmente un canale di comunicazione adeguato, motivo per cui nonostante le sue potenzialità l’Ortobiologia rappresenta un settore ancora poco conosciuto.

5. Come guarda a questo progetto, “Lettere di ortobiologia”? Quale pensa possa essere il suo contributo?
Penso che questa newsletters sia un primo passo verso una diffusione più ampia e strutturata delle conoscenze e delle informazioni in questo settore.